Centro di BioNaturopatia®

 Centro Olistico Ambra

Centro Studi Discipline Orientali - Tecniche energetiche per il Benessere

 

 

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Yoga

 

Shiva

 

"Yogas citta vritthi nirodhah"

Traduzione: "Lo Yoga calma i vortici della mente"

(Yoga Sutra, I-2 Patanjali.)

 

Introduzione allo Yoga

 

 

“Lo Yoga non è un aulico mito sepolto nell’oblio. È l’eredità più preziosa del presente.

È il bisogno essenziale dell’oggi e la cultura del domani.”

Swami Satyananda Saraswati

 

Lo Yoga è la scienza del giusto vivere e, come tale, è inteso per essere incorporato nella vita quotidiana. Esso agisce su tutti gli aspetti della persona: fisico, vitale, mentale, emozionale, psichico e spirituale. La parola Yoga significa "unità" o "unicità" e deriva dalla parola sanscrita yuj che significa "unire". Questa unità o unione viene descritta in termini spirituali come l’unione della coscienza individuale con la coscienza universale. Ad un livello più pratico, lo Yoga è un mezzo per equilibrare ed armonizzare il corpo, la mente e le emozioni. Questo si ottiene attraverso la pratica di Asana, Pranayama, Mudra, Bandha, Shatkarma e meditazione, e deve essere raggiunto prima che possa avvenire l’unione con la realtà suprema. La scienza dello Yoga inizia ad agire sull’aspetto più esteriore della personalità: il corpo fisico che, per la maggior parte delle persone, è un punto di partenza pratico e familiare. Quando uno squilibrio viene sperimentato a questo livello, gli organi, i muscoli e i nervi non funzionano più in armonia, piuttosto agiscono contrastandosi uno con l’altro. Per esempio, il sistema endocrino potrebbe funzionare in modo irregolare e l’efficienza del sistema nervoso diminuire a tal punto da permettere il manifestarsi di una malattia. Lo Yoga mira a portare le diverse funzioni organiche ad una perfetta coordinazione affinché possano lavorare per il benessere di tutto il corpo. Dal corpo fisico lo Yoga si rivolge al livello mentale ed emozionale. Molte persone soffrono di fobie e nevrosi come conseguenza dello stress e delle interazioni della vita quotidiana. Lo Yoga non può fornire una cura per la vita ma presenta un metodo efficace per affrontarla. Swami Shivananda di Rishikesh spiegava lo Yoga come una “integrazione ed armonia tra pensiero, parola ed azione, o integrazione tra testa, cuore e mano”. Attraverso le pratiche di Yoga si sviluppa la consapevolezza dell’interrelazione tra la dimensione emozionale, mentale e fisica, e di come un disturbo qualsiasi in uno di questi livelli influenzi gli altri. Gradualmente questa consapevolezza porta ad una comprensione delle aree più sottili dell’esistenza. Ci sono molti sistemi dello Yoga: Raja, Hatha, Gyana, Karma, Bhakti, Mantra, Kundalini e Laya, per citarne solo alcuni, e molti testi li espongono nei dettagli. Ciascun individuo ha bisogno di trovare quegli Yoga che si adattano meglio alla propria personalità ed ai propri bisogni. Nell’ultima metà di questo secolo, tra questi sistemi l’Hatha Yoga è diventato quello più conosciuto e ampiamente praticato. Tuttavia, a mano a mano che le persone se ne interessano, il concetto di ciò che costituisce lo Yoga si sta ampliando e questa conoscenza si sta diffondendo. Nei testi antichi, l’Hatha Yoga consiste solo nelle pratiche di purificazione, gli Shatkarma. Oggi, tuttavia, l’Hatha Yoga comprende comunemente anche le pratiche di Asana, Pranayama, Mudra e Bandha.

 

Storia dello Yoga

 

Lo Yoga che conosciamo al giorno d’oggi si è sviluppato come parte della civiltà tantrica che esisteva in India ed in tutto il mondo più di diecimila anni fa. In diversi scavi archeologici effettuati nella valle dell’indo ad Harappa e Mohenjodaro, nell’attuale Pakistan, sono state rinvenute molte statue che ritraevano divinità somiglianti al dio Shiva e a Parvati mentre eseguono varie asana e praticano la meditazione. Queste rovine erano una volta la dimora di popolazioni che vissero nell’età pre-vedica, prima che la civiltà Ariana iniziasse a fiorire nel subcontinente indiano. Secondo la mitologia, si ritiene che Shiva sia il fondatore dello yoga e Parvati la sua prima discepola. Shiva è generalmente considerato il simbolo o incarnazione della coscienza suprema. Parvati rappresenta la conoscenza suprema, la volontà e l’azione ed è responsabile di tutta la creazione. Questa forza o energia è conosciuta anche come Kundalini Shakti, la forza cosmica che giace dormiente in ogni essere. Parvati è considerata la madre dell’intero universo. Attraverso la sua grazia, l’anima individuale incarnata, soggetta al mondo di nome e forma, è liberata dai legami del mondo ed unita alla coscienza suprema. Per amore e compassione dei suoi figli, lei insegnò la sua conoscenza segreta della liberazione nella forma del tantra. Le tecniche dello Yoga hanno la loro origine nel tantra; Tantra e Yoga non possono essere separati, proprio come la coscienza, Shiva, non può essere separata dall’energia, Shakti. Tantra è la combinazione di due parole, Tanoti e Trayati, che significano rispettivamente ‘espansione’ e ‘liberazione’. Perciò, esso è la scienza dell’espansione della coscienza e della liberazione dell’energia. Il Tantra è la via per ottenere la libertà dai vincoli del mondo mentre ancora viviamo in esso. Il primo passo nel Tantra è conoscere le limitazioni e le capacità del corpo e della mente. Successivamente esso indica le tecniche per l’espansione della coscienza e la liberazione dell’energia, per mezzo delle quali vengono trascese le limitazioni individuali e si fa esperienza di una realtà superiore. Lo Yoga nacque all’inizio della civiltà umana quando l’uomo, per la prima volta, realizzò il suo potenziale spirituale ed iniziò a sviluppare delle tecniche per ampliarlo. La scienza yogica fu sviluppata ed ampliata lentamente da antichi saggi in tutto il mondo. L’essenza dello Yoga è stata spesso celata o spiegata da simboli, analogie e linguaggi differenti. Alcune tradizioni ritengono che lo Yoga sia un dono divino rivelato agli antichi saggi, così da offrire all’umanità la possibilità di realizzare la sua natura divina. Anticamente, le tecniche dello Yoga erano mantenute segrete e non erano mai scritte né mostrate pubblicamente. Venivano trasmesse oralmente dal maestro, o guru, al discepolo. In questo modo vi era una comprensione chiara del loro significato e del loro scopo. Attraverso l’esperienza personale, i saggi e gli yogi realizzati erano capaci di guidare gli aspiranti sinceri lungo il giusto sentiero, allontanando ogni confusione, incomprensione ed eccessive riflessioni intellettuali. I primi libri a far riferimento allo Yoga sono stati gli antichi Tantra e successivamente i Veda che furono scritti all’incirca nel periodo in cui stava fiorendo la cultura della Valle dell’Indo. Sebbene essi non indichino pratiche specifiche, alludono simbolicamente allo Yoga. Infatti, i versi dei Veda furono uditi dai Rishi, i veggenti, in stati di meditazione yogica profonda o Samadhi, e vengono considerati come scritture rivelate. E, tuttavia, nelle Upanishad che lo Yoga inizia ad assumere una forma più definita. Queste scritture formano nel loro insieme il Vedanta, il culmine dei Veda, e si ritiene contengano l’essenza dei Veda. Con il trattato del saggio Patanjali sul Raja Yoga, gli Yoga Sutra, è stato codificato il primo sistema definitivo, unificato ed esauriente dello Yoga. Spesso chiamato l’ottuplice sentiero, esso comprende Yama (le restrizioni), Niyama (le osservanze), Asana, Pranayama, Pratvahara (la dissociazione della coscienza dall’ambiente esterno), Dharana (la concentrazione), Dhyana (la meditazione) e Samadhi (l’identificazione con la pura coscienza). Nel sesto secolo a.C., l’influenza del Buddha diede risalto agli ideali della meditazione, dell’etica e della moralità e le pratiche preparatorie dello Yoga vennero ignorate. Tuttavia, i pensatori indiani compresero ben presto i limiti di questa visione. Lo yogi Matsyendranath insegnava che prima di intraprendere le pratiche meditative, è necessario purificare il corpo ed i suoi elementi. Egli fondò il culto Nath e da lui prese il nome la posizione matsyendrasana. Il suo principale discepolo, Gorakhnath, scrisse diversi libri sull’Hatha Yoga nel dialetto locale e in Hindi. La tradizione indiana precedente richiedeva che i testi originali venissero redatti in sanscrito. In alcuni casi essi ricoprivano i loro scritti con simbolismi così che solo quelli che erano preparati e pronti per l’insegnamento fossero in grado di comprenderlo. Una delle più eminenti autorità sull’Hatha Yoga, Swami Swatmarama, scrisse il testo Hatha Yoga Pradipika, o ‘Luce sullo Yoga’, in sanscrito, raccogliendo tutto il materiale esistente sull’argomento. Nel farlo, egli ridusse l’enfasi dell’hatha yoga su yama e niyama. eliminando in tal modo un grande ostacolo per molti principianti. Nel testo Haiha Yoga Pradipika, Swatmarama inizia con il corpo e solo successivamente, quando la mente è divenuta più stabile ed equilibrata, vengono introdotti autocontrollo e autodisciplina.

 

La rilevanza dello Yoga al giorno d’oggi

 

Mentre ci prepariamo ad entrare nel 21° secolo, si sta recuperando un’eredità spirituale di cui lo Yoga è una parte importante. Mentre il tema centrale dello Yoga rimane l’obiettivo supremo di un percorso spirituale, le pratiche yogiche danno benefici tangibili e diretti a chiunque, indipendentemente dagli obiettivi spirituali. La terapia fisica e mentale è uno dei risultati più importanti dello yoga. Ciò che lo rende così potente ed efficace è il fatto che lo Yoga agisce sui principi olistici d’armonia e unione. Lo Yoga ha avuto successo come forma alternativa di terapia in malattie come asma, diabete, ipertensione, artrite, disturbi digestivi ed altre patologie di natura cronica e costituzionale in cui la scienza medica non ne aveva avuto. Attualmente si stanno conducendo, con risultati promettenti, delle ricerche sugli effetti delle pratiche yogiche sul virus HIV. Secondo i ricercatori medici, lo Yoga terapia ha successo in virtù dell’equilibrio creato nel sistema nervoso ed endocrino che influenzano direttamente tutti gli altri sistemi ed organi del corpo. Per la maggior parte delle persone, tuttavia, lo Yoga è semplicemente un mezzo per mantenere salute e benessere in una società sempre più stressante. Le Asana eliminano il disagio fisico creato durante una giornata in ufficio seduti su una sedia, curvi su una scrivania. Le tecniche di rilassamento aiutano ad ottenere il massimo dell’efficacia dal tempo libero sempre più limitato. In un’epoca di telefoni cellulari, suonerie e shopping di ventiquattro ore, le pratiche yogiche hanno un grande significato sia a livello personale sia negli affari. Oltre che per i bisogni degli individui, i principi di base dello Yoga forniscono uno strumento reale per combattere il malessere sociale. In questo periodo storico in cui il mondo sembra essersi perso, rifiutando i valori passati senza riuscire a stabilirne di nuovi, lo Yoga fornisce alle persone un mezzo per connettersi con il proprio vero sé. Nell’epoca attuale, attraverso questa connessione è possibile per le persone manifestare l’armonia ed è possibile che emerga la compassione dove sino ad ora non c’era stata. Sotto questo aspetto, lo Yoga è ben lontano dall’essere un insieme di semplici esercizi fisici; costituisce, piuttosto, un aiuto per stabilire un nuovo modo di vivere che abbracci sia la realtà interiore sia quella esteriore. Tuttavia, questo modo di vivere è un’esperienza che non può essere compresa intellettualmente e diventerà conoscenza vivente solo attraverso la pratica e l’esperienza.

[tratto da:"Swami Satyananda Saraswati - Asana Pranayama Mudra Bandha"]

 

L'insegnante di Yoga

 

- Vedanta Pragita (nome spirituale ricevuto nel 2005 come Sannyasi di Osho Bhagwan Rajneesh). Dopo varie esperienze nel campo olistico, si avvicina allo Yoga nel 1991, approfondendo lo studio con vari maestri in Italia. In seguito, inizia il proprio percorso spirituale e formativo che la porterà a diventare insegnante certificata nel 2006 (riconosciuto da CNY, U.I.S.P.- CONI), frequentando l'Accademia di Cultura Orientale di Roma seguita dalla maestra Mahatma Kaur, allieva di Yogi Baijan. Lavorando come insegnante nella scuola elementare dal 1980, arricchisce la propria esperienza e conoscenza nel campo dello Yoga per bambini. In India, presso l’Ashram Sivananda di Uttarkashi (Himalaya), ha avuto l’opportunità di approfondire lo studio dello Yoga e della Meditazione, di ricevere i preziosi insegnamenti spirituali dai Maestri Swami Ramaswarupananda e Swami Premananda (del lignaggio di Swami Sivananda, fondatore della Divine Life Society di Rishikesh), di incontrare e avere il Darshan dalla Maestra Tapovani Mata e altri grandi Maestri ancora viventi. Segue costantemente gli insegnamenti dei Maestri attraverso lo studio, la pratica personale (Sadhana) e i seminari in Italia e in India. E’ socia della Y.A.N.I (Associazione Nazionale Insegnanti Yoga). Attualmente collabora presso il Centro Olistico Ambra a Correggio, dove tiene corsi annuali di Hatha, Kundalini Yoga e lezioni di Yoga e Meditazione individuali.

 

(Cerimonia dell’Aarti ad Haridwar sulle rive del Gange)

“Om jaya Gange maataa

Maiyaa jaya Gange maataa

Jo nara tumako dhyaataa, Jo nara maiyy ji ki dhyaataa

Mana vaanchhita phala paataa

Om jaya Gange maataa”